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Ettore Aglialoro

Cari amici e amiche del blog, in questo servizio vi parlerò dei diversi interessanti spunti che mi ha offerto una recente gita a Roma.

Roma “Caput Mundi” (come era definita nell’antichità), ha sempre affascinato milioni di visitatori, che nel corso dei secoli sono sempre accorsi ad ammirare e contemplare le sue bellezze architettoniche. Questa città, la cui origine si deve all’unificazione di diversi villaggi sparsi sui sette colli, ha avuto un’immensa influenza sul mondo intero. Paesi lontani e continenti, sono tutt’oggi strettamente legati a Roma per lingua, leggi e religione.

Roma è sempre stata sede di potere: imperiale, papale e infine politico come capitale del Regno e poi della Repubblica Italiana. Questo ha contribuito in larga misura alla preservazione dei suoi monumenti.

Dai miei appunti di viaggio vorrei menzionare la mattina del giorno 26 Settembre, nella quale ho avuto l’opportunità di visitare i prestigiosi musei vaticani. Salone dopo salone e corridoio dopo corridoio, sono rimasto letteralmente rapito dal fascino dei tesori e degli affreschi sparsi lungo il percorso! Ad un tratto mi sono ritrovato all’interno della Cappella Sistina, il pezzo forte dei musei.

Costruita tra il 1475 e il 1483, la Cappella Sistina fu voluta da papa Sisto IV della Rovere. Essa è senza dubbio uno dei più grandi tesori d’arte di tutti i tempi. L’artefice di tanta bellezza è il genio indiscusso di Michelangelo, e la cosa più straordinaria è che riuscì a compiere quell’immenso miracolo artistico completamente da solo! La Cappella Sistina ha delle origini del tutto anonime, infatti nacque quasi per caso come una semplice cappella di palazzo.
Intorno al 1473 il pontefice Sisto IV incaricò l’architetto Giovannino De’ Dolci di costruire la Sistina, proprio dove un tempo sorgeva la Cappella Magna. L’architetto creò un edificio grandioso, che aveva le stesse dimensioni del Tempio di Salomone, così come le descrive la Bibbia: lungo oltre quaranta metri e alto quanto un palazzo di sette piani! Papa Sisto IV volle che le pareti della Cappella fossero decorate con le storie di Gesù e di Mosè, personaggi guida per il popolo ebraico.

Non è facile descrivere il colpo d’occhio di chi, come me, non aveva mai visto di presenza una meraviglia simile. L’attenzione della maggior parte dei visitatori è ovviamente rivolta agli affreschi del Michelangelo, i quali campeggiano su tutte le pareti, sul soffitto e sulle lunette (sezioni formate dall’unione di due volte a botte circolari di raggio diverso) che congiungono i 4 angoli del soffitto con le pareti.

Ad un tratto, stanco per la posizione della testa, distolsi un attimo lo sguardo dal soffitto. Involontariamente l’occhio mi si posò sulla pavimentazione, e con mio sommo stupore, non potei fare a meno di ravvisare in esso qualcosa di familiare…il pavimento della Chiesa di San Cataldo!!!

Proprio così, si trattava dello stesso materiale e degli stessi disegni della nostra chiesa capitolare.

Ricapitolando, la Sistina è datata 1475 e San Cataldo 1160. Vista la forte discrepanza di anni fra le due chiese, come si spiega allora la similitudine con San Cataldo, chiesa più antica di tre secoli?!

Cercando informazioni, sono venuto a scoprire che il pavimento con mosaici multicolori che formano figure geometriche e cerchi concentrici nella Cappella Sistina, fu ispirato da quelli medievali; in particolare la tecnica di costruzione viene chiamata Opus Sectile o Opus Alessandrinum, e venne creata nel Medioevo dalla famiglia dei Cosmati.

Ma l’architetto Giovannino De’ Dolci deve pur aver avuto una fonte d’ispirazione, che sia stata la chiesa di San Cataldo?

Ecco qui il confronto delle due pavimentazioni:


Click per immagine ingranditaPavimentazione San Cataldo (01/06/2009) ©

Click per immagine ingranditaPavimentazione Cappella Sistina (26/09/2009) ©

Raffronto fra le due pavimentazioni

Come si può notare dalle immagini sopra, ho immortalato lo stesso particolare in entrambi i pavimenti. E con una analisi più accurata, si può vedere come, oltre al cerchio rosso centrale, molti altri particolari combaciano (le stelle a quattro punte, i colori degli intarsi, ecc…).
Ma la cosa che forse salta di più all’occhio è il differente stato di conservazione delle tessere di marmo: i tre e passa secoli di differenza fra le due cappelle si fanno sentire. Tra l’altro il pavimento della Sistina era molto più pianeggiante e poco danneggiato rispetto a quello di San Cataldo.
Probabilmente, visto l’ingente afflusso di turisti ai musei vaticani, c’è stato un maggior grado di cura nei confronti del pavimento, ma ciò non toglie la fattura pre-barocca più recente di San Cataldo.

Per concludere, vi riporto un particolare della parete absidale della cappella Sistina: l’immagine di Santa Caterina d’Alessandria, in analogia con la terza tappa del nostro micro-itinerario urbano.
Al centro dell’immagine ci sono due santi martiri che, come altri, esibiscono gli strumenti del loro supplizio: si tratta di San Biagio (vestito in rosso) che brandisce i pettini in ferro da cardatore e Santa Caterina d’Alessandria (vestita di verde) con un pezzo della ruota dentata. La posizione dei due con Biagio in piedi dietro Caterina accovacciata suscitò il sospetto che fosse in corso un accoppiamento.

A rafforzare questo sospetto c’era la nudità della donna e il fatto che i due si guardassero in faccia. Diventa onestamente difficile stabilire se questo fosse vero o meno, in ogni caso i “censori” diedero a Daniele da Volterra l’ordine di scalpellare via per intero la figura di San Biagio e parte di Santa Caterina.

Le due figure furono poi ridipinte (così come le vediamo oggi), vestite di tutto punto e la testa di San Biagio fu girata verso il Cristo, in modo che i due non si guardassero più. Chissà se davvero Michelangelo avevo inteso inserire questo dettaglio osceno all’interno della composizione (non sarebbe il primo) o se sia stata una semplice casualità.


Particolare Cappella Sistina (26/09/2009) ©

Servizio a cura di Ettore Aglialoro.

Foto scattate presso:
Chiesa Capitolare di San Cataldo (Palermo)
Cappella Sistina (Roma)
Panorama Roma

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