Associazione Culturale Itimed

>Luce come ierofania: un bilancio

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di Daniele Panzarella

Il 22 dicembre in occasione della chiusura degli stage formativi (per 5 percorsi diversi) attivati presso Itimed dall’ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati) si è svolta presso il palazzo arcivescovile di Palermo (sala Pappalardo) la presentazione del progetto di Lighting design per l’esterno della chiesa di Santa Cristina La Vetere. Il progetto è giunto come uno dei risultati della collaborazione sinergica attivata  tra ITIMED e le competenze in formazione dei 5 percorsi formativi attivati dall’ANFE: progettista CAD, grafica 3D, grafica pubblicitaria, programmatore web, e lighting design. Questa occasione “preziosa” per molti versi, ha rappresentato un banco di prova per testare l’applicazione di queste nuove professionalità alla gestione, comunicazione e valorizzazione dei beni culturali nell’era dell’ITC (Information and Communication Technology).

 Al tavolo di discussione proposto da ITIMED sotto forma di incontro tecnico sono stati presenti: Antonella Italia – Presidente Itimed; Giuseppe Randazzo – Delegato per i beni temporali dell’Arcidiocesi di Palermo; Gaetano Calà – Direttore generale ANFE; Francesco Ciulla – Docente presso il corso in Lighting designer ANFE; Carla Quartarone – Comitato scientifico ITIMED; Maurizio Carta – Assessore al piano strategico, al centro storico e alla riqualificazione urbana della costa; Giuseppe Di Giovanna – Presidente dell’ANCE Palermo. Rispetto a queste presenze l’associazione assume un ruolo di “legante e catalizzatore” tra opportunità progettuali e risorse  del territorio. Nel processo di “riqualificazione” proposto per chiesa di Santa Cristina La Vetere e del suo contesto urbano, Itimed attua una strategia  triplice: in primo luogo l’Itinerario (messa in rete: processo di individuazione ed interpretazione delle risorse monumentali) tende al “trasferimento” dei valori delle parti al sistema complessivo (es. San Cataldo-Santa Cristina) questo meccanismo è necessario per riformulare immagine e identità dei luoghi  coinvolti; in secondo luogo sui “soggetti” vengono attivate progettualità diversificate in base alle caratteristiche specifiche del bene monumentale (es. Santa Cristina si trova in una situazione di particolare degrado fisico e d’immagine  relativamente anche al suo contesto urbano, e richiede per ciò uno sforzo maggiore  nel processo di interpretazione/valorizzazione); infine la progettualità proposta deve trovare implementazione attraverso il reperimento delle risorse finanziarie e dei consensi politico-istituzionali. Per questa azione diventa fondamentale un’attività di mediazione perseguita costantemente dell’associazione nei confronti dei principali soggetti istituzionali e detentori di risorse privati nonchè l’utilizzo di strategie di tipo “pubblicitario” per l’intercettazione del sistema della domanda specifica.  In quest’ottica l’incontro al palazzo arcivescovile ha visto la presenza dei principali “attori” coinvolti nel processo di riqualificazione.
L’illuminazione esterna di Santa Cristina (già in parte finanziata per la sua realizzazione dalla stessa ANFE e da ITIMED) rappresenta un passaggio importante per la riqualificazione del bene monumentale e andrà sicuramente a  rafforzare il prossimo intervento comunale annunciato dall’assessore Carta:“214.000 euro per un appalto pubblico relativo a 10 interventi di rinnovo degli impianti esistenti o di completamento dei punti luce: piazza San Domenico, piazza Santo Spirito, strada dei Pellegrini, salita SS: Salvatore, via Chiaramonte, via San Cristoforo, vicolo San Carlo, via Sant’Agostino, via Beati Paoli e piazza Beati Paoli, via Fastuca, salita Artale e piazza Santa Sofia e vicoli relativi”


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