Associazione Culturale Itimed

Santa Cristina, 11 Luglio: un bilancio

L’11 Luglio si è svolto l’incontro/conferenza per l’apertura al pubblico della chiesa di Santa Cristina La Vetere; i locali attigui alla chiesa, per l’occasione attrezzati, hanno ospitato gli amministratori i docenti invitati ed i numerosi intervenuti. La disussione è stata introdotta ed alimentata dal presidente Itimed, Antonella Italia.

La struttura degli interventi ha previsto una prima parte di saluti da parte dei rappresentanti delle amministrazioni locali tra cui Rafaele Mangano rettore del Seminario Arcivescovile di Palermo, Raoul Russo Assessore al Turismo del Comune e Giuditta Fanella della Soprintendenza ai Beni Culturali. In questa prima fase figure istituzionali molto differenti che si trovano ad operare sulla gestione dei Beni Culturali hanno manifestato punti di vista complementari ed a volte coincidenti.
Santa Cristina ha rappresentato così il pretesto per analizzare, così come ha fatto l’Assessore Russo, il significato generale per la città e le strategie di incremento dell’attrattività, della riapertura alla pubblica fruizione di un Bene culturale “dimenticato”. Per Mons. Mangano il “cammino” di ITIMED incontra nella tappa di Santa Cristina La Vetere un percorso di riscoperta della spiritualità nel quotidiano, il monumento restituito è in sostanta testimone di un cammino trascendente da tempo perso insieme alla memoria materiale del manufatto archittettonico. Giuditta Fanella ci ha raccontato la passione del restauro, grazie alla sua grande esperienza in questo campo il processo che permette alle pietre di “tornare a parlare” si è caricato di fascino ed ha coinvolto la platea.
A questo punto è stata la volta dei docenti dell’università di Palermo. Ettore Sessa (storico dell’architettura) ha evocato personaggi e protagonisti della vicenda normanna in Sicilia inquadrando una cultura della quale il manufatto è espressione materiale. Rita Cedrini (antropologa) ci ha consentito di conoscere l’aspetto culturale legato alla cultura del fare riallacciando trame di usi troppo spesso preduti. Carla Quartarone ha tracciato il solco del processo di costruzione degli itinerari di valorizzazione tematici già intrapreso nei progetti accademici e che vedono nel progetto ITIMED quasi un naturale complemento nell’implementazione sul territorio.
Infine, a conclusione degli interventi è toccato a me rendere conto e ringraziare per il lavoro che ho seguito e condotto insieme agli allievi (che nel blog hanno già scritto) del master in turismo relazionale e del corso IFTS tecnico superiore per la gestione del territorio; questo lavoro, del quale abbiamo mostrato soltanto alcuni degli esiti raggiunti (per i quali ITIMED si propone di riservare uno spazio ampio in una prossima mostra) ha riguardato la costruzione delle diverse fasi dell’itinerario di valorizzazione; è stata loccasione per mettere appunto una metodologia di analisi e progettuale, facente tesoro degli assunti scientifici accademici e delle capacità sviluppate dai singoli componenti del gruppo di progetto, ai quali mi sento ulteriormente di esternare la mia gratitudine.

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