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Santa Cristina La Vetere: la Chiesa dei pellegrini

Chiesa di santa Cristina La Vetere al CapoChiesa di Santa Cristina la Vetere    

monumento normanno del 1174

dove: Cortile dei Pellegrini II traversa a destra della via Matteo Bonello ( dietro la Cattedrale)
visita guidata a cura dei soci Itimed  la domenica dalle 10 alle 13 
gli altri giorni su prenotazione per gruppi min. 10 persone
contributo d’ingresso: €.2,00 a persona –  €.1,5 per gruppi min.10 pp.
compresa degustazione del Biscotto del pellegrino

ingresso

LA CHIESA    In fondo alla Strada dei Pellegrini, antico tratto della “via francigena”, accanto alla Loggia dell’Incoronazione, si trova la chiesa normanna, dedicata a S. Cristina, che fu patrona della città prima del culto barocco per S.Rosalia.

La chiesa fu fondata da Gualtiero Offamilio nel 1174 nel luogo dove nel 1160 una nave vi trasportò le reliquie della Santa risalendo il Papireto.

Nel ‘500 la chiesa venne concessa alla compagnia della SS. Trinità. Nel 1572 la compagnia fondò l’Oratorio dei Pellegrini, per la pia funzione di ospitare i pellegrini. La fabbrica normanna ha pianta quadrata; la consistenza muraria è stata identificata come probabile primo ordine di un edificio turriforme di appartenenza al vecchio arcivescovado.

L’interno è formato da una sala quadrata a croce greca dove quattro robusti pilastri e archi ogivali sostengono la copertura a crociera e delineano tre ambulacri coperti da volta a botte.

IMG San Pietro

Nel 1586 furono ricavate due nicchie in fondo alle due navate minori (la destra oggi murata); nella nicchia rimasta restano visibili tracce di affreschi con le figure di S. Pietro e S. Paolo.

San Paolo

San Paolo

 

 

LA VIA DEI PELLEGRINI        Nei secoli passati e soprattutto nel medioevo, la città di Palermo è stata una delle tappe principali del percorso che si snodava lungo la Sicilia fino a Messina e, da qui, proseguiva verso Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme.

L’antica trama viaria era utilizzata come via di pellegrinaggio e, per questo, era considerata parte della via Francigena.

Lungo la via Francigena sorgevano numerose strutture, dette hospitalia, dove i pellegrini trovavano accoglienza e cure. Qui, questi uomini coraggiosi che, per raggiungere la salvezza dell’anima, avevano abbandonato il proprio lavoro e il calore della famiglia e che avevano affrontato sacrifici e pericoli lungo strade malsicure, potevano finalmente sostare alcuni giorni, rifocillarsi e condividere fraternamente le loro esperienze.

La Chiesa di Santa di Cristina la Vetere nella “Strada dei pellegrini” è una testimonianza della cultura dei pellegrinaggi a Palermo, come ci dimostra l’antico toponimo. Per secoli, la strada è stata solcata dal passo dei pellegrini che venivano ospitati presso le costruzioni adiacenti alla Chiesa dalla Confraternita dei Rossi che, in loro nome, ha fondato l’attiguo e ormai sconsacrato Oratorio dei Pellegrini. La piccola Chiesa normanna del XII secolo ci permette di fare un’esperienza di raccoglimento interiore, assai più preziosa perché sempre più inconsueta nella nostra epoca rumorosa e veloce.

cammino di Santiago

cammino di Santiago

Percorrere la “Strada dei pellegrini” e sostare presso la chiesa di Santa Cristina ci permette di allentare lo scorrere inesorabile del tempo e riappropriarci dei nostri tempi interiori. Ma questa non è l’unica, seppure più importante, esperienza che è possibile vivere presso la Chiesa di Santa Cristina.

IL BISCOTTO DEL PELLEGRINO In memoria dell’antica tradizione di ospitalità dei pellegrini, l’Associazione ITIMED offre ai visitatori la possibilità di degustare il “Biscotto del Pellegrino”: un biscotto al lievito a forma di “S”.

il biscotto del pellegrinoLa ricetta del biscotto è stata individuata sulla base degli studi del Prof. Basilio Arona, importante studioso delle tradizioni gastronomiche siciliane e autore del testo “La cucina della via Francigena”.

Il libro comprende una accurata raccolta di ricette, la cui conoscenza ci è stata tramandata dai Padri Basiliani, Francescani, Conventuali, Cappuccini, Agostiniani, Carmelitani e dalle Suore Benedettine e Clarisse e che il Prof. Arona ha minuziosamente ricostruito, attraverso lunghe ricerche d’archivio. Il biscotto, denominato “Viscotta a lievitu”, è fatto di ingredienti semplici e facilmente reperibili (farina, uova, sugna, zucchero, lievito, limone), di cui il Prof. Arona elenca le giuste dosi nel suo libro.

Con questa iniziativa, che ha piacevolmente sorpreso i visitatori, odierni pellegrini, l’associazione ITIMED vuole inoltre contribuire alla salvaguardia della conoscenza del nostro territorio che, come ormai riconosciuto, passa anche attraverso la tavola, da sempre luogo di scambio e condivisione.

 

 

 

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