Associazione Culturale Itimed

Valorizzazione dello spazio pubblico: piazza Bellini

Itimed segnala una iniziativa che merita particolare attenzione per l’importante messaggio lanciato in particolar modo per la piazza che ospita la Chiesa di San Cataldo.

Piazza Bellini insieme alle quinte urbane (con il piano di San Cataldo e della Martorana, il teatro Bellini, la chiesa di Santa Caterina ed il palazzo di città) che la determinano, vanta una storia che si intreccia con le vicissitudini dello sviluppo urbano palermitano da più di 9 secoli or sono (per la complessità di questa vicenda ci riserviamo di ritornare sulla storia con un post dedicato).
Lo spazio oggi visibile è stato oggetto di numerose modificazioni e risulta di straordinario interesse per i documenti storico-monumentali che ospita.
Questo luogo denuncia anche valenze strategiche molto accentuate dal punto di vista di una potenziale fruizione pedonale del centro storico proprio a partire dal suo cuore.
La realtà odierna, purtroppo, è ben lontana dalla comprensione di una tale istanza, tuttavia si è attivato da qualche temo a Palermo un “comitato per lo spazio pubblico” con lo scopo di proteggere e valorizzare la “città fruita”.

Il comitato nell’auto presentarsi costruisce un interessante discorso (che riportiamo dal sito del comitato) sullo spazio pubblico in se e nel caso specifico della situazione palermitana:

“Gli spazi pubblici sono luoghi importanti in ogni città per permettere l’aggregazione e la costruzione dei legami sociali. Palermo è una città dove esiste un problema di mancanza di luoghi all’aperto e non, realmente fruibili dai cittadini; esistono pochissime zone pedonali e le piazze sono spesso trasformate in parcheggi abusivi. Per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per rendere vivibile la città sono necessari luoghi dove sostare, dove far giocare i bambini, dove i gruppi di turisti possano raccogliersi agevolmente, dove i cittadini possano incontrarsi come accade nella maggior parte delle città civili.
Questa mancanza incide sia sulla qualità della vita di chi vive a Palermo che sulla
percezione che i visitatori hanno della città con conseguenze spesso negative sulla sua immagine in Italia e all’estero. Situazione aggravata inoltre dall’assenza di una strategia da parte della Giunta Comunale per la risoluzione dei problemi del traffico, dell’inquinamento e della definizione di zone pedonali.
Difendere lo spazio pubblico significa difendere diritti fondamentali come quello alla salute e al benessere psico-fisico; è necessario riappropriarsi di spazi che appartengono a tutti e invece spesso in questa città diventano appannaggio di pochi (il caso dei parcheggiatori abusivi è emblematico di una cultura diffusa dell’illegalità e della mancanza di una cultura dei luoghi della città come bene collettivo).
Mentre nelle maggiori città italiane ed europee i temi della qualità della vita, del
benessere, e degli spazi di relazione sono al centro dell’azione dei cittadini e delle amministrazioni comunali, a Palermo si vive sempre peggio e pochi sembrano
preoccuparsene.
Tutto questo ha portato alla creazione a Palermo di un Comitato per lo Spazio Pubblico che riunisce associazioni e cittadini che chiedono un utilizzo diverso e sensato degli spazi condivisi in questa città.
Il Comitato per lo Spazio Pubblico vuole promuovere un modo diverso, rispetto a quello attualmente diffuso, di vivere gli spazi comuni – piazze, giardini, marciapiedi da restituire all’uso legittimo, ai pedoni, ai passeggini, ai giovani, agli anziani e a chiunque abbia voglia di usarli nel rispetto altrui.
Il Comitato intende lavorare per raggiungere risultati concreti individuando piccoli obiettivi e sviluppando azioni mirate. Il Comitato ha quindi un campo di interesse generale, la salvaguardia dello spazio pubblico ma procede rigorosamente per micro-obiettivi.
Il Comitato per lo Spazio Pubblico, che ha già ricevuto l’adesione delle principali
associazioni locali e nazionali che si occupano di protezione del patrimonio e
dell’ambiente opera parallelamente su due livelli:
– con forme di sensibilizzazione e coinvolgimento tradizionali (raccolta di firme, istanze
alla pubblica amministrazione, coinvolgimento dei media, campagne di comunicazione)
– con un contributo variegato, attivo e creativo per mettere in campo azioni,
iniziative, eventi capaci di fare sperimentare concretamente un uso pubblico (cioè
a vantaggio di tutti) degli spazi.”

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