Associazione Culturale Itimed

Viaggiatori-pellegrini

“Non una, ma più volte: una strada del resto non la conosci mai se non ti fermi, non la ripercorri.”
Hannah Arendt.

Cosa significa oggi essere pellegrini? Qual è il significato ultimo del termine pellegrino?
Le parole di origine latina “pellegrino”, “pericolo”, “esperienza” non per caso derivano da un’unica radice indoeuropea *per che significa “trasferire”, “andare oltre”. Ed infatti praticare il pellegrinaggio nella sua dimensione spaziale implica una partenza e quindi un abbandono della vita quotidiana per una strada, un luogo oggi non facilmente accessibile con i semplici occhi del turista.
Con il celebre Tristi Tropici Claude Lévy Strauss (1955) decreta la “fine dei viaggi”. “Scrigni magici e pieni di promesse fantastiche, -scrive Levi Strauss- non offrirete più intatti i vostri tesori. Una civiltà proliferante e sovraeccitata turba per sempre il silenzio dei mari… come potrà la pretesa evasione dei viaggi riuscire ad altro che a manifestarci le forme più inferiori della nostra esistenza storica? […] Vorrei essere vissuto al tempo dei viaggi veri, quando offrivano in tutto il suo splendore, uno spettacolo non ancora infangato, contaminato, maledetto…”. Forse l’analisi di Claude Lévy Strauss non è così lontana dalla realtà, ma tra i nuovi viaggi ne sopravvivono alcuni, dal grande valore simbolico, che difficilmente soccomberanno alla logica del turismo di massa, uno di questi è il “il Cammino del Santo Sepolcro” . Chi visita le tappe di questo itinerario non è un semplice turista, ma un pellegrino. Praticare il pellegrinaggio nella sua dimensione spaziale implica – non meno che in passato – una partenza, un abbandono della vita quotidiana. Questo rende il pellegrinaggio vicino al viaggio tout court; ciò che invece lo differenzia da quest’ultimo è la strada che si percorre, pronta a divenire cammino non appena la si guarda andando oltre con nuovi occhi. E’ l’idea di cammino infatti che fa del pellegrinaggio il “luogo” della simbiosi di partenza ed arrivo.

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L’Associazione Culturale Itinerari del Mediterraneo (ITIMED), nasce dall’incontro di differenti figure professionali con un ambizioso programma: valorizzare, tutelare e promuovere gli itinerari culturali al fine di preservare la memoria delle comunità del Mediterraneo ed i relativi territori promuovendo di fatto lo Sviluppo attraverso la Cultura

  • Anonymous

    >Caro Anonimo/a mi fa piacere il tuo commento nel quale raffiso un non so chè di eracliteo…
    credo che le due dimensioni, quella del pánta rhêi, “tutto scorre” (mutamento) e quella materiale vera e propria non possano andare disgiunte. Credo invece ancor di più che, in questo mondo nel quale si fa sentire il peso della conpressione spazio-temporale dovuta ai nuovi media..la dimensione metafisica dell’esistenza trovi il suo spazio come forma di resistenza o contrapposizione. Oggi le forme di viaggio, come le identità, sono plurali e dimensionali..il viaggio interiore è una di queste.

    Una buona serata
    Luca

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  • Anonymous

    >pellegrino è colui che compie un viaggio innanzitutto dentro se stesso, in un continuo andare e tornare che implica, per fortuna, un prolifico e vitale perenne mutamento…

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