Associazione Culturale Itimed

Attorno a Deca-Logos, Giuseppe Panzarella: "viaggiatore"

In merito al ciclo di seminari organizzati da Itimed pongo all’attenzione comune alcune riflessioni personali in qualità di viaggiatore, quale ho la presunzione di essere.

Implementare un decalogo sul turismo relazionale integrato è, a mio avviso, una operazione di sintesi notevole, in quanto il decalogo, che non può avere la pretesa di essere esaustivo di tutte le implicazioni comportanti, sarà uno strumento che oltre ad essere ricercato, va sperimentato, modificato ed adeguato ai tempi.
Premessa essenziale è, a mio avviso, una attenta valutazione dell’impostazione del turismo di oggi, turismo in massima parte,”mordi e fuggi”, fatto di grandi spostamenti di masse, che più che vedere guardano quello che altri propongono. Un turismo organizzato con premesse esclusivamente economiche, quindi gestito con logica industriale della sola ricerca del profitto.
Uno dei compiti di una associazione culturale, di contro, dovrebbe essere quello di fare “cultura” non nel senso accademico, ma nel senso di contribuire a far creare una chiave di lettura al “viaggio” individuale di ogni viaggiatore. E quindi, aiutare il turista a trasformarsi in viaggiatore che vede, sente e percepisce con occhi propri.
E’ evidente che questo è un compito di ampio respiro che non può che coinvolgere tutti soggetti del viaggiare, che debbono cercare di comprendere per essere compresi, fare partecipare, mostrarsi. Pertanto viaggiatori e operatori diventano sia parte attiva che parte passiva in uno scambio continuo di culture, conoscenze, esperienze. Comprendere e fare comprendere quello che è stato il substrato culturale nel quale il monumento, lo spazio,le tradizioni, la cucina, i modi di dire e di fare ed altro siano nati, ricercandone i tratti comuni specialmente nel mondo mediterraneo;anche se tale ricerca può essere riferita anche a culture che sembrano molto lontane da noi.
Il viaggiatore deve poter provare una serie di emozioni legate ai luoghi visitati, emozioni che hanno una permanenza molto più persistente del semplice ricordo visivo. In sintesi l’itinerario proposto deve essere un vero e proprio “itinerario emozionale”, uno dei capitoli del “viaggio” individuale.
In questo momento mi viene oltremodo difficile razionalizzare in uno dei punti del decalogo quanto ho detto, ma è mia convinzione che tali riflessioni se pur sintetizzate debbano far parte del decalogo.
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