Associazione Culturale Itimed

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Il regesto di queste due ultime settimane di giugno, racchiude gli aneddoti più originali, insoliti ed interessanti che ho vissuto personalmente, durante i miei turni di accoglienza, presso la Chiesa di San Cataldo, aggiungendo, infine, le documentazioni fornite da Stefania e Claudia in merito alla Chiesa di Santa Cristina la Vetere.

Ogni giorno un dinamico e variegato formicaio turistico invade il centro storico di Palermo…ed è inevitabile incontrare e conoscere gente di tutti i tipi oltre che di tutte le nazionalità.
E’ così che nascono le trame colorate per i nostri racconti, che, con curiose salse, condiscono le puntate di Itimed tra i turisti.

Periodo di riferimento: II metà di giugno
Documenti: Fabiana, Stefania, Claudia
Stesura: Fabiana Tripodi

La scoperta di un significato

Un turista italiano, proveniente dalla Svizzera con tutta la sua famiglia, in visita presso la Chiesa di San Cataldo, mi raccontò una singolare esperienza che lo lega all’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Mi rese partecipe della storia che ha vissuto la sua villa nel cantone italiano della Svizzera, e, della “scoperta di un significato”.
Nei pilastri della villa mi disse di aver notato, solo dopo l’acquisto, uno stemma rosso…che, immediatamente, lo riportò indietro con la mente. Informandosi, seppe l’origine di quell’antico simbolo, ovvero, l’emblema crociato dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Probabilmente, dunque quella residenza svizzera, fu, in passato la villa di uno dei Cavalieri. La Chiesa di San Cataldo, dal 1937 proprietà dell’Ordine stesso, ha ospitato questa famiglia svizzera, in visita a Palermo, restituendole nella sua atmosfera le origini storiche e religiose dell’Ordine cavalleresco che, durante la prima crociata, riuscì a liberare il Santo Sepolcro dal paganesimo.

A piedi nudi

Durante un altro mio turno, presso la Chiesa di San Cataldo, un turista italiano, per rispetto del prezioso e delicato pavimento, tolse le scarpe visitando il luogo sacro “a piedi nudi”.
Mi consigliò di fare lo stesso per provare una sensazione che andava oltre la realtà materiale. La percezione quasi spirituale del geometrico pavimento musivo lo avvicinava verso un contatto metafisico.
Le fredde marmoree tessere giocavano nel loro intreccio colorato sotto i passi del suo mistico cammino compiuto a occhi chiusi.
Mai mi era capitato che qualcuno provasse ad ascoltare il silenzio della chiesa con tanta intensità, riuscendo ad isolare i propri pensieri e la propria mente dal resto della gente.
I passi lenti e solenni del turista, sembravano alludere al viaggio ideale che il recipiendario, secondo la leggenda, compiva all’interno della Chiesa di San Cataldo. Un percorso iniziatico contrassegnato da tappe e stazioni meditative, che veniva utilizzato da ordini monastici cavallereschi.

La chiesa che non c’è

Una coppia di turisti romani in giro per la Sicilia, giunsero in visita presso la Chiesa di San Cataldo, estasiasti di un’altra bellezza che la nostra isola possiede.
Mi dissero che lo stivale vanta un gran patrimonio storico-artistico, e, che tutti noi italiani, nel nostro piccolo, possediamo qualcosa di esso in ciascuna regione. Affermarono che solo qui in Sicilia, e, in particolare, a Palermo, avrebbero, però, potuto ammirare una chiesa come quella di San Cataldo…perché?…Perché a Roma c’è tanto, anzi troppo, ma all’appello manca proprio una chiesa come questa. La Sicilia ha avuto tutte le dinastie fra cui appunto quella musulmana e normanna, mentre a Roma, queste culture, nella sua storia e nella sua arte, sono assenti. Conclusero, dicendo, che dovevano dunque trovare un luogo sacro che testimoniasse nei secoli questo enorme valore…e quel giorno, la “Chiesa che non c’è” venne finalmente trovata.

Una foto sul legno

Il gesto più rituale che un turista spesso compie in terra straniera per immortalare ciò che apprezza, è lo scatto fotografico o una ripresa video.
Beh… mi è capitato anche di conoscere certuni che non avessero proprio bisogno di questi accessori tecnologici per portarsi a casa spezzoni di immagini, ma, bastasse loro semplicemente il ricordo emotivo di ciò che avessero visto con il loro cuore.
Una turista, probabilmente tedesca, mi colpì molto durante un altro mio turno nella Chiesa di San Cataldo. Dopo aver visitato la chiesa, si soffermò all’esterno, appena sotto i gradini d’ingresso, per circa mezz’ora…ed io la osservai con curiosità.
Dipinse ad acquarello su di un pezzo di compensato Piazza Bellini, soffermandosi sull’immagine del Teatro. Si trattava di certo di un’artista di strada appassionata d’arte, il cui zainetto, pieno di pennelli, colori e utensili vari, diventava il suo compagno di viaggio.
Quella mattina riuscì a creare una realtà nuova, o, per meglio dire, “vecchia”. Infatti, l’immagine resa, sembrava ricondurci a una Palermo antica fatta di carrozze e signori a passeggio; stese come unica cromia il marron bruciato che, sfumato nei suoi cangianti, diede vita a una “foto sul legno” di grande effetto.

Per quanto riguarda la Chiesa di Santa Cristina la Vetere le notizie e le curiosità non sono tante.
Dai resoconti di Stefania e Claudia, riporto alcune informazioni interessanti.

L’esperienza di volantinaggio alla Cattedrale e sulla via Matteo Bonello, che la nostra associazione ha attivato, sembra che venga accolta con interesse dal turista di passaggio. Attraverso la distribuzione di piccole brochure illustrative volte a proporre la visita presso la chiesetta normanna, cerchiamo di far conoscere questo bene, da poco aperto e poco visibile per la posizione infelice che lo occulta alla vista dei turisti, a chi ancora ignora la sua storica esistenza. Si trova al di fuori delle mura della antica città, probabilmente, la sua funzione, inizialmente, era quella di una torretta di avvistamento.

L’Oratorio dei Pellegrini

Inoltre, presso il Vicolo dei Pellegrini, dove è ubicata la chiesetta, è stato aperto, circa una settimana fa, il famoso Oratorio dei Pellegrini che, un tempo, era annesso ad essa come luogo di ospizio e di accoglienza per i “fedeli romei” che, in viaggio verso la Terra Santa, trovavano qui ricovero e alloggio per tre giorni.
Tutta la zona dietro la Cattedrale di Palermo, nel Quartiere della Guilla, era estremamente simbolica da questo punto di vista.
Durante gli ultimi turni di giugno nella Chiesa di Santa Cristina la Vetere, una Dottoressa della Sovrintendenza ai Beni Culturali, che aveva preso appuntamento nel vicolo per fare aprire l’oratorio, fece luce, sebbene per pochi minuti e per poche persone, su un monumento meraviglioso e sul mondo che ruotava dietro quel quartiere.
L’oratorio, da sempre chiuso, all’interno è seppellito ancora oggi da macerie e accumuli vari alti tre metri; all’altare vi è una tela intatta lasciata alla polvere e alla pioggia, dato il tetto in pessime condizioni; ma, oltre l’oratorio, si è proceduto all’apertura dei magazzini sul vicolo e anche qui sporco e caos di detriti…là in mezzo…una Statua dell’Addolorata e un Cristo, probabilmente ligneo, nonché, altro materiale proveniente da altre chiese lasciato giacente all’interno di queste decadenti strutture…ASSURDO!
L’intento della Dottoressa era riportare alla luce, tutto ciò che si trovasse in origine all’interno della Chiesa di San Mercurio, attualmente in restauro.
Ripristinare e rivivere gli spazi come erano una volta sembra un’utopia, ma, chissà, se un giorno, non potremmo veramente ammirare il Vicolo e l’Oratorio come un tempo si presentavano agli occhi dei viandanti e pellegrini.

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  • Germana

    >In una occasione di turno (mi era successo anche giorni fa), ho avuto un incontro con una turista che mi ha lasciata senza parole.

    Non immaginate la sensazione che le dava la chiesa di San Cataldo, figuratevi che aveva la "pelle d'oca".
    Non riusciva a credere alla meraviglia che stava visitando e, non vi nego, ha trasmesso anche a me la sua emozione.

    Tra l'altro, mentre andava via, ha chiesto se sarebbe potuta tornare il giorno dopo per poterla rivedere un'altra volta prima di partire dalla Sicilia…..non se ne sarebbe andata più, incredula di quello che si era presentato ai suoi occhi.

    E' veramente bello pensare che, con la nostra presenza, si possa dare la possibilità ai turisti e, comunque, alla gente, di potere godere di questo nostro piccolo gioiello, che, a quanto pare, trasmette e fa vivere "particolari" emozioni e sensazioni.

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