Associazione Culturale Itimed

ItiTwoWeeKs 3_2009

Giorno dopo giorno siamo arrivati al terzo racconto delle belle, buffe e curiose vicende di ITItwoWeeks che speriamo abbiano cominciato ad appassionarvi.
Si tratta di una serie di regesti che ci siamo riproposti di pubblicare sul nostro blog per dare la possibilità a tutti i nostri lettori di conoscere uno spaccato di vita quotidiana che vede il turista, le chiese di San Cataldo e Santa Cristina, noi soci itimed e non solo…, come protagonisti.

Periodo di riferimento: Prima metà di Luglio
Documenti: Germana, Marù, Maddalena, Stefania, Ettore, Fabiana.
Stesura: Germana Barba

Le calde e afose giornate dei primi quindici giorni di Luglio non hanno certo fermato il curioso visitatore che gira, gira, gira, arriva, quasi inesorabilmente, davanti l’entrata della chiesa di San Cataldo e qui lo stupore e la meraviglia, per quello che si presenta ai suoi occhi, diventa molto, molto difficile da descrivere a parole.
Volendo fare una statistica “terra terra”, forse solo un visitatore su 100 esce dalla chiesa in meditato silenzio, gli altri 99 ne escono estasiati per la sua bellezza e soddisfatti per l’accoglienza ricevuta e prova ne è il fatto che, durante un turno di Marù, come lei stessa racconta, una turista francese è uscita dalla chiesa di San Cataldo ripetendo:”… è bellissima!…è bellissima!…”, naturalmente riferendosi alla chiesa.

Ritornando ad una afosa mattina di questo primo periodo di Luglio, protagonista insolito di una simpatica situazione è stato un cane, che giustamente accaldato dalla “tropicale” temperatura, ha pensato bene di scavare una buca in una delle aiuole presenti attorno alla chiesa di San Cataldo, e di accucciarvisi dentro, tra le risate di tenerezza dei turisti che lo guardavano, passandogli davanti……
Furbetto il cagnolino!!
Ma le storie non finiscono qui; perchè non parlare della medievale chiesetta di Santa Cristina La Vetere?

Dovete sapere, anzi lo saprete sicuramente, essendo fedeli lettori del nostro blog, che nella chiesa di Santa Cristina, oltre che potere fruire di questo gioiello, è possibile degustare l’ormai famoso “biscotto del pellegrino“.
Ebbene, una mattina tre persone sono arrivate spedite davanti la chiesa chiedendo dove fossero i biscotti prima ancora di entrare….. Proprio degli amanti dell’arte……. CULINARIA.
E’ vero, questo biscotto piace molto e testimonianza ne è un’esperienza di Stefania, che sottolinea così: “Tutti i visitatori hanno “magnato” il biscotto del pellegrino, gradendo l’idea della riproposta della sua antica ricetta”.
Accogliere il turista offrendogli il biscotto o permettendogli, perchè no, di usufruire del w.c. della chiesa, sembra assolvere a quel compito che, come afferma Stefania stessa, nel lontano 1500 veniva svolto dai confrati della Santissima Trinità dei Rossi nel dare ristoro ed ospitalità ai pellegrini che passavano da lì lungo la strada verso la Terra Santa…..e proprio in riferimento all’itinerario del Santo Sepolcro di Gerusalemme, promosso e consigliato dall’Associazione Itimed, trovo molto bella la riflessione di Stefania di cui vi riporto le parole: “Accogliere i turisti nella chiesa di Santa Cristina provenienti dalla chiesa di San Cataldo mi fa sempre un ottimo effetto. Mi dà la sensazione di offrire loro, che hanno già ascoltato nella prima tappa il racconto storico legato a quel sito, un “cammino di parole” che lega ogni tappa alla successiva”.

Riproiettandoci all’interno della prima tappa, non si può non raccontare la testimonianza di una coppia di turisti napoletani rimasti affascinati dalla bellezza monumentale della nostra città.
Anche Maria e Marù hanno potuto constatare l’effetto che produce sui turisti la chiesa di San Cataldo.
Secondo le parole di Marù, il ragazzo napoletano ha mostrato una sensibilità fuori dal comune e con “la pelle d’oca” ha pure detto: “Neanche a Firenze ho provato le stesse sensazioni che ho provato qui a Palermo“.


Sempre in questa prima quindicina di Luglio, precisamente domenica 12, in occasione dell’anniversario di apertura della chiesa di Santa Cristina La Vetere, che dopo 60 anni di chiusura ha rivisto nuovamente la luce grazie all’Associazione Itimed, due nostri soci, Ettore e Maria, hanno accolto i turisti in visita nella chiesetta, offrendo loro un rinfresco sotto forma di bevande, che, da quello che proprio Ettore racconta, ha avuto un alto gradimento da parte dei visitatori, considerata anche l’alta temperatura che contraddistingue in questo periodo la nostra terra.
Davvero una bella iniziativa!

Un’altra interessante vicenda, svoltasi in un’altra di queste calde mattine, è nata dallo scambio di opinioni di Fabiana con una guida russa, che aveva accompagnato un’amica a visitare la chiesa di San Cataldo; ma di questa bizzarra discussione vi lascio la curiosità, rimandando a Fabiana e al prossimo appuntamento di ITItwoWeeks il suo racconto.

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L’Associazione Culturale Itinerari del Mediterraneo (ITIMED), nasce dall’incontro di differenti figure professionali con un ambizioso programma: valorizzare, tutelare e promuovere gli itinerari culturali al fine di preservare la memoria delle comunità del Mediterraneo ed i relativi territori promuovendo di fatto lo Sviluppo attraverso la Cultura

  • Rosi Ceruso

    >Un monumento possiede messaggi che appartengono a tutti noi.
    Esso si inserisce nella storia in diversi modi, possiede diverse sfaccettature, che possono far riferimento alla storia dell'arte, alla politica, alla religione o alle tradizioni di un determinato popolo.
    Consiglio di visitare le due chiese, ascoltarne la storia, soffermarsi ad osservare gli elementi che le caratterizzano e che sono particolarmente suggestivi.
    Inoltre, consiglio di immaginare una città totalmente diversa da quella attuale, con una storia che continua a sopravvivere nella nostra cucina, nelle nostre tradizioni e nella nostra lingua.
    Solo a quel punto gustare il biscotto del pellegrino, che diventa un supporto per ridare il messaggio globale di un bene culturale, un messaggio che spesso non riusciamo più a leggere.
    Il biscotto del pellegrino diventa quel simbolo col quale poter dire al visitatore " Oggi io ti accolgo come secoli fa veniva fatto in questa struttura e spero che tu posso apprezzarla come ormai noi facciamo da tempo!”

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  • Anonymous

    >Proprio così, il connubio arte cibo ha sempre funzionato e funzionerà sempre. Purtroppo non tutti possono apprezzarlo e, facendo delle battutine, credono di sminuire il senso ed il valore dell'iniziativa intrapresa offrendo il gradito biscotto del pellegrino.

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  • Ettore

    >Ma dove la trovate una chiesa dove poter degustare una simile delizia???
    In ogni caso l'amore per la buona cucina si soppesa in maniera ottimale con l'amore per l'arte!
    Buona visita a tutti!

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  • Anonymous

    >certo siete bravi e culturalmente qualificati per ….. attirere i turisti a tarallucci a …acqua.

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