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MASTER di II livello: progettazione, gestione e valorizzazione dei Beni Culturali e ambientali

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Il Master di II livello in “Progettazione, Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali” con tre percorsi formativi:
• Architettura dei Giardini e Progettazione del Paesaggio – AGPP
• Management Beni Culturali – MBC
• Rilevamento Beni Culturali – RBC

attivato presso la Facoltà di Architettura di Palermo (proponente) congiuntamente con il Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura (attuatore), ha la durata di un anno.

Possono partecipare i candidati in possesso della conoscenza della lingua inglese e della laurea di II livello:
AGPP: lauree (VO) in: Architettura, Scienze Agrarie e Scienze Forestali, Ingegneria Ambientale; lauree specialistiche (NO) in: Architettura, Scienze Agrarie e Scienze Forestali, Ingegneria Ambientale;
MCB: laurea (VO) in Architettura;
lauree specialistiche (NO) in: Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, Ecologia e Pianificazione del paesaggio, Economia, Lettere, Conservazione dei beni culturali, Archeologia;
RCB: lauree (VO) in: Architettura, Ingegneria edile, Ingegneria civile;
lauree specialistiche (NO) in: Architettura, Ingegneria Edile – Architettura.

Il numero dei posti disponibili è 30 in ragione di 10 allievi per ogni percorso didattico.
Il corso non sarà attivato qualora non venga raggiunto il numero minimo di 18 allievi in ragione di 6 per ogni percorso didattico.

Obiettivi
Si propone di organizzare un master che, pur individuando percorsi formativi relativamente differenziati, abbia come suo carattere precipuo quello di formare esperti capaci di costruire “sinergie” tra la “risorsa beni culturali” e le altre risorse del territorio e di comprendere i complessi meccanismi (dalla comunicazione alla gestione, dal progetto al controllo) che le governano. Nel master è prioritario l’obiettivo di far acquisire la capacità di interagire, congruentemente, alle molteplici e disparate istanze che possono provenire dal mondo dei beni culturali, a partire dalla convinzione che sia più proficua la costruzione di una “interfaccia” comune in soggetti esperti di varie discipline, piuttosto che la estensione, ad libitum, di conoscenze e informazioni nei singoli ambiti disciplinari.

Ciò premesso, si segnalano i seguenti sbocchi professionali specifici:
AGPP figura professionale in grado di espletare la sua competenza in enti pubblici che sovrintendono al controllo e alla gestione dei beni paesaggistici con particolare attenzione all’integrazione della “risorsa paesaggio” con le altre esistenti in un determinato contesto geografico; in enti privati (organizzazioni fieristiche, vivai, ecc.) che si occupano della diffusione della cultura del giardino e della progettazione dei giardini; come paesaggista, cioè progettista specializzato nel restauro dei giardini storici e la costruzione di nuovi impianti e nella progettazione del paesaggio; nel ripristino degli equilibri ambientali compromessi e la trasformazione delle aree degradate o dismesse sia urbane che extraurbane; nella valutazione del potenziale paesaggistico del territorio, attraverso una lettura approfondita del complesso intreccio tra fattori naturali e artificiali; nell’integrazione tra giardini, parchi e spazi aperti per la vita associata, quale complesso di aree – tra loro articolate e continue – entro cui possano avvenire quelle trasformazioni ecologico-ambientali ed estetiche di cui le città hanno particolare bisogno e che corrispondono ad altrettanti ambiti nei quali interagiscono ricercatori, progettisti, gestori e produttori.

MCB figura professionale del Project Manager dotato delle capacità e delle competenze gestionali e tecniche necessarie a far dialogare e mettere in contatto universi disciplinarmente separati e in particolare: fattibilità e progetto d’architettura/restauro/recupero, dimensioni economiche e gestionali (valorizzazione, marketing, gestione dei flussi di visitatori, fund-raising, valutazione di impatti economici e territoriali), esigenze culturali, scientifiche e di tutela (necessità di conservazione/riproduzione del bene fruito), gestione delle risorse disponibili e di budget in rapporto a progetti-obiettivo. Tali figure professionali risultano congruenti con funzioni dirigenziali all´interno di musei, agenzie di gestione e valorizzazione di beni culturali e ambientali, amministrazioni pubbliche, istituzioni impegnate nella tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali;

RCB figura professionale caratterizzata dal completamento e dall’arricchimento del bagaglio culturale e di competenza dell’Architetto e dell’Ingegnere con le più avanzate tecniche di rilevamento e di restituzione dei Beni Culturali, grazie all’acquisizione di sofisticate abilità e conoscenze delle più avanzate tecnologie nel settore, rendendo così possibile l’esercizio di una professionalità che risulta essere altamente spendibile sul mercato del lavoro a servizio delle Pubbliche Amministrazioni, in strutture e studi privati, come consulente esperto.

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