Associazione Culturale Itimed

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“In ottobre tutto torna alla propria casa: i marinai al mare, i viaggiatori alle loro abitazioni, i cacciatori ai loro rifugi e gli amanti all’amore che avevano abbandonato”.
Thomas Wolfe (1900-1938)

Le malinconiche parole dello scrittore statunitense ci conducono verso i primi giorni autunnali di ITIMED e la sua città. Una stagione entrata velocemente con piogge incessanti e proseguita con sole e cielo splendenti. Giorni e temperature alquanto bizzarri hanno accompagnato gli ultimi assidui visitatori del periodo nelle chiese di San Cataldo e di Santa Cristina la Vetere.


Periodo di riferimento: Prima metà di ottobre
Documenti: Fabiana, Roberta, Germana, Marù, Ettore.
Stesura: Fabiana Tripodi.


Statisticamente, in queste due prime settimane di ottobre, il flusso turistico ha rallentato il suo andamento. Da “vivace e allegro ballerino”, quale era stato soprattutto in estate, adesso quel suo frenetico movimento, si è adagiato su semplici passi compiuti qua e là seguendo un ritmo moderato.
Turisti di varia nazionalità hanno visitato i due luoghi sacri. Si parte dall’italiano, dal francese, dall’inglese, per arrivare allo spagnolo, al tedesco, al russo e perfino all’argentino.
Giornate positive e gratificanti in cui non sono mancati complimenti e ringraziamenti per il servizio turistico che offriamo ai tanti visitatori che ci vengono a trovare.
Purtroppo, non sono mancate neanche le lamentele riferite allo stato di degrado della città (bellissima, ma sporca) e alla mancanza di coordinamento degli orari di apertura e chiusura di chiese e musei.

Fra i commenti lasciati sui “Book Itimed”, che teniamo nelle chiese per far rimanere a chi lo desidera un proprio ricordo o pensiero sulla visita avvenuta, cito, in particolar modo, una frase riportata da una turista di passaggio nella chiesa di San Cataldo: ”La bellezza è passata per Palermo”.

C’è chi invece, ci fa sorridere, con domande piuttosto insolite. Ad esempio, dopo una fugace occhiata sull’uscio della chiesa, c’è chi fuorvia l’azione birichina, chiedendo: “Ma questa chiesa è paleolitica, vero?“…Aggettivo assolutamente incongruo. Come altrettanto assurdo fu definirla in un precedente episodio “rustica“…….Beh, possiamo solo passarci sopra col sorriso sulle labbra.

Fra gli episodi più interessanti da raccontare, ricordo, in un mio turno a San Cataldo, tre turiste svedesi che, appena entrate, ritrovarono nelle nostra chiesa, delle affinità stilistiche con le costruzioni del periodo calabro- normanno di un paesino in provincia di Reggio Calabria chiamato Stilo.
Strutture similari e coeve, realizzate sotto la stessa dominazione normanna, che unirono, durante una semplice e inaspettata visita, due regioni e due viaggi lontani.

Riguardo il “Vicolo dei Pellegrini“, fra impalcature all’ingresso e operai al lavoro, intenti a recuperare e restaurare le strutture adiacenti la chiesetta di Santa Cristina la Vetere, c’è chi fra gli addetti, afferma che, con tutte le case fatiscenti di Palermo, si potrebbe dare lavoro a ben “7 generazioni“.
Fra i turisti stranieri in visita presso Santa Cristina, spagnoli di Santiago de Compostela, una coppia formata da un britannico e una giapponese, e tanti altri ancora.

A proposito di turisti, a San Cataldo, durante un altro mio turno, una signora di mezza età e la sua mamma un po’ in là con gli anni, entrambe italiane, mi fecero sorridere quando, venute a conoscenza della “Storia dei Pellegrini“, si dissero: “Sabato mattina prima andiamo dal parrucchiere e poi dai pellegrini“.
Se non ricordo male, la figlia e l’anziana mamma, dovendo partecipare a qualche convegno della FAI, necessitavano per l’occasione di una piega imminente per sabato.
Entrambe però desideravano andare anche dai “Pellegrini di Santa Cristina” …il problema era riuscire a combaciare i differenti orari dei loro impegni.

Particolarmente suggestiva la chiesetta di Santa Cristina la Vetere quando, per ovviare alla mancanza di luce elettrica, la si è illuminata con delle candele. La soffusa e misteriosa luce che vi si era creata, avvolgeva la storia delle sue nude mura, e il visitatore, immerso nel suo passato, ne ammirava estasiato la sua antica bellezza.

La pubblicità del nostro piccolo gioiello normanno, che è stata avviata con la collaborazione del Museo Diocesano, tramite la distribuzione di una serie di brochures illustrative, speriamo presto sortisca un buon effetto nel pubblico fruitore, affinchè, il flusso turistico si convogli sempre più numeroso verso una fra le più antiche chiese di Palermo.

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