Associazione Culturale Itimed

>Marco Aime sul senso del viaggio

>Di Luca Papa

Questo post raccoglie alcune riflessioni di Marco Aime sul senso del viaggio contenute in Timbutu con il quale l’autore ha vinto il premio Chatwin.

“Nessuno sa meglio di te, saggio Kublai,che non si deve mai confondere la cittàcol discorso che la descrive. Eppure tral’una e l’altra c’è rapporto.”
I. Calvino, Le città invisibili

Il transitare è la fase che contribuisce a modificare la percezione del viaggiatore modificandone identità e carattere. Il viaggio come sottolinea Marco Aime è «tra». Lo spostarsi, il transitare, contribuisce allo sviluppo delle capacità di concentrazione ed osservazione.
Il movimento o se vogliamo il walking around, descritto da Chatwin in Le vie dei Canti, provoca un flusso caleidoscopico in cui i rapporti tra le cose mutano continuamente assumendo forme nuove in un ricco giuoco di fomazione e de-formazione; una distorsione temporale nella quale l’individuo abituato a pensarsi come centro del suo mondo diventa marginale, modificando così il proprio sguardo. Scrive Aime:La visita che le guide propongono ai turisti è un itinerario a punti: in mezzo il nulla. E’ un’astrazione della realtà. (….) Così il cammino si frantuma in una serie di arrivi e partenze in direzione di un altro arrivo. Le passeggiate tra un paragrafo e l’altro della guida rappresentano quasi una metafora del moderno modo di viaggiare. Gli aerei oggi ci trasportano da un continente all’altro, dal centro di una metropoli ipertecnologica a a un mondo di campane. In mezzo niente. (….) viene a mancare quella fondamentale dimensione del viaggio che è il «il transitare» ; è come se da un punto all’altro non ci fosse nulla da vedere. Eppure, spesso, tra un punto e l’altro c’è la vita quotidiana della gente del posto.Nel turismo moderno tutto ciò che è «tra», come sottolinea Aime, viene ignorato. Il turista moderno, sulla scie delle guide da viaggio, non riesce a distinguere i livelli della storicizzazione e mitizzazione in cui la città – meta di un lungo viaggio- viene catapultata, finendo così nell’inciampare cadendo nell’oblio dell’etnocentrismo occidentale. In altri termini il turista ossessionato dalla ricerca dell’archetipo, dell’esotico, spesso si ritrova nella condizione di dover affermare l’idea del «qui non c’è niente», niente che faccia capire che qui è passata la grande storia. Scrive ancora Aime:Al-Boukhari ben Essayouti, direttore del museo cittadino e professore di letteratura francese al liceo, dice che la gente del posto non viene al museo e che neppure le classi vengono a visitarlo. «Una volta un turista francese non voleva entrare nel museo, perché la Guide Routard diceva che c’è solo un pozzo e nient’altro. Gli ho detto che poteva entrare gratuitamente e che avrebbe pagato il biglietto solo se ne fosse stato soddisfatto. Alla fine della visita non la finiva più di ringraziarmi»Insomma provare per credere!Il nostro modello di lettura del tessuto urbano è inequivocalbimente storicizzato, condizionato dalla presenza di segni forti: i monumenti. Quest’ultimi sono «simbologie attive» (Cfr Aime) chiamate semanticamente a farsi carico di significare un intero tessuto sociale, architettonico, antropologico. Rispondono perfettamente alla necessità di riduzione del turista moderno. Ma «non bisogna confondere la città con il discorso che la descrive» (Cfr Calvino) anche se tra i due c’è rapporto; così facendo si rischia di cadere in un giuoco di specchi che deforma la realtà facendoci perdere di vista quel «tra» che è ponte di congiungimento tra la descrizione e la realtà.
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  • Ettore

    >Servizio davvero impeccabile. Il "Tra" descritto da Aime è la vera essenza del viaggio! Non avrebbe altrimenti senso parlarne. La concezione moderna di viaggio potrebbe essere paragonata al concetto (anche se azzardato) di teletrasporto. Che fine fanno i paesi e le culture che stanno in mezzo???
    Io, con la mia famiglia, ho avuto la fortuna di viaggiare per l'Europa con l'automobile per svariati anni. Ebbene, non c'è modo migliore per apprezzare i paesi nei quali si transita, anche quando non si scende dal proprio mezzo! A volte erano proprio i paesi di mezzo ad offrire bellezze naturali o architettoniche impagabili!

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